Marzio Deho ha fatto tris. Dopo i successi del 1998 e 2003 il
forte atleta orobico ha centrato un altro trionfo alla Rampilonga, la gara
che anche quest'anno ha avuto il compito di chiudere col botto il Kia
Rampitour del Trentino. Giornata splendida sulla Val di Fassa e sul Lusia;
3100 corridori variopinti a salire in mtb su per le stradine sterrate dei
monti attorno; stand di bici, gomme, deragliatori, magliette e panini. E
tutti gli alberghi pieni fino al trabocco. Ecco cos’è stata la Rampilonga
2007.
Come di rigore 3 i percorsi proposti: la Rampimidi (29,6 km), la Rampilonga
(45,4 km – 1983 m dislivello) e la Rampimarathon (62 km - 2548 m dislivello
).
La battaglia inizia già il mattino presto e il primo nemico è il freddo:
nella piana di Moena il termometro fa registrare quattro gradi e mezzo.
Niente male per il nove di settembre. Poi alle nove e mezzo precise il via:
l’adrenalina sale e non resta più nemmeno il tempo per pensare al freddo.
Le gambe cominciano a mulinare e gli atleti si trovano subito ad affrontare
la terribile rampa iniziale che in 10 km li porta al GPM sul Monte Lusia,
piazzato a quota 2.200 metri. Un colpo d'occhio notevole quello
dell'immenso serpentone di bikers.
La temperatura comincia a salire ... sicuramente per la micidiale rampa ...
forse ... anche per il calore del numeroso pubblico che segue la gara. C’è
gente dappertutto: fuori dalle abitazioni, lungo le strade, gli sterrati e
in cima ai passi.
Per commentare la salita del Lusia sono stati spesi litri di inchiostro ma
la pendenza di certi tratti e il silenzio che i corridori riescono a tenere
in maniera cosi puntuale e composta restano sempre sorprendenti. Ovvio ...
c'è lo sbuffo, il colpo di tosse, la catena che va giù o alla peggio
STRAAACK... si rompe, seguita da una valanga di imprecazioni ... ma per la
maggioranza ci sono bikers silenziosi che sanno di dover soffrire molto per
arrivare al GPM. Sul Lusia si assumono delle pose strane e le fotografie,
impietose, mostrano smorfie e facce grottesche, maschere di sudore,
equilibrismi e atletismi mai visti prima. Dopo il Lusia viene tutto da sè
... ci si dice che il peggio è passato... ma poi arrivano le Pociace,
Pozza, Soraga, Tamion, Medil, Terre Rosse ... salite e discese che ogni
volta ci obbligano a riprendere il giusto assetto sulla bici ... e
finalmente l'arrivo ... anche se la stanchezza è tanta e molti all’arrivo
sono davvero stremati, l'atmosfera di festa sotto un caldo sole ci avvolge
letteralmente ... che bellissimo ricordo sarà questa Rampilonga.
D'altronde stiamo parlando della REGINA delle GF ... ci deve pur essere
qualcosa di speciale se ogni anno cosi tante persone da tutte le regioni
d'Italia si ritrovano qui puntuali la seconda domenica di settembre.
Per la cronaca sul primo gradino del podio marathon, come già detto, è
salito Marzio Deho. Sul secondo gradino, Dario Acquaroli. Sul terzo
gradino, Ramon Bianchi.
La gara lunga femminile ha visto primeggiare la bolognese Elena Gaddoni,
protagonista di un entusiasmante testa a testa con la bergamasca Michela
Benzoni, secondo gradino del podio. Terza Anna Ferrari, che ha pagato una
partenza difficile.
Nella gara 'classic' maschile è salito sul gradino più alto del podio
Riccardo Milesi inseguito dall'altro portacolori della Bicimania Lissone
Paolo Treachi. Terzo Walter Costa.
Nella 'classic' femminile, infine, successo senza affanni per la
campionessa italiana Annabella Stropparo. Podio completato da Elena
Giacomuzzi e Roberta Gasparini.
Per il C.C. Cremonese 1891 Gruppo Arvedi hanno partecipato:
Percorso Marathon (62 km):
BALISTROCCHI PIERGIORGIO - 345° (87° CAT) – 4.35.04
SCANDELLI ANNA - 621° (12° CAT) – 5.32.25
Percorso Classic (45,4 km):
ALQUATI ALBERTO - 993° (214° CAT) – 4.16.43
TINELLI NERIO - 995° (220° CAT) – 4.16.46