55a Coppa Attilio e Angelo DONDEO

Data di svolgimento: 01/09/2002
Località: Cremona
Categoria: Allievi
Km: 85    Tempo impiegato: 2h 15'    Media: 37,778 Km/h

ORDINE D'ARRIVO

TERZI Davide
S.C. TORRILE
FILIPPONI Matteo
12"
TEAM GUADRINI
ROCCHI Luca
15"
V.C. PONTENURE 1957
PIANA Luigi
CADEO KOOKAI
PERABONI Emanuele
BRUGHERIO SPORTIVA
PERI Mattia
C.C. CREMONESE 1891
POLA Roberto
POL. MADIGNANESE
DODI Luca
S.C. TORRILE
SCHIROLI Mario Francesco
C.C. CREMONESE 1891
10° CATTIVELLI Fabio
CADEO KOOKAI


TERZI al traguardo

CLASSIFICHE SPECIALI

T.V. Cortemaggiore - Medaglia d'oro
GRILLI Alessandro - V.C. Pontenure 1957

GPM Paolini - Medaglia d'oro
PASSERA Matteo - Cadeo Kookai

GPM Bacedasco Alto - Medaglia d'oro
ROCCHI Luca - V.C. Pontenure 1957

GPM La Fitta - Medaglia d'oro
LUNNI Andrea - Caffè Jesi Pedale Castellano

Classifica GPM
1°) ROCCHI Luca - V.C. Pontenure 1957
2°) LUNNI Andrea - Caffè Jesi Pedale Castellano
3°) PASSERA Matteo - Cadeo Kookai

Primo Cremonese - Coppa
FILIPPONI Matteo - Team Guadrini



L'arrivo degli inseguitori

Passaggio al GPM di Bacedasco Alto

Siamo ai Doppi sulla via del ritorno della Coppa Dondeo ed ecco il drappello con il futuro vincitore Terzi, che insegue i tre in fuga: li raggiungerà a Cortemaggiore

Lunni, Rocchi e Peraboni in fuga nel tratto finale, sotto il drappello guidato da Jacopo Guarnieri al culmine della salita del Bacedasco dove era posto il GP della Montagna vinto dal pontenurese Rocchi

HANNO DETTO DI NOI....

Castellani Cesare - La Cronaca - Il Vascello

Resta in provincia di Parma la “Coppa Dondeo”. Nell’Albo d’oro della gara ad Andrea Passerini (VC Noceto) succede infatti Davide Terzi(S.C. Torrile), un corridore che non aveva mai vinto in carriera e che ha scelto bene, evidentemente, l’occasione buona per piazzare la sua ruota davanti a quella degli avversari.
Ha vinto in solitario, piazzando uno spunto ferale che ha lasciato di stucco gli avversari nessuno dei quali (ed erano in tredici a far parte del gruppetto che si giocava la corsa) ha avuto ne la forza ne l’intuizione, ne il coraggio per tentare di seguirlo in quella breve avventura che si è consumata tra il cavalcavia di Castelvetro e l’arrivo, tre chilometri nei quali il corridore della Torrile ha calato il suo asse e vinto la corsa. S’era accordato con il compagno di squadra e di fuga Luca Dodi, prima di accennare un attacco e Dodi lo ha protetto. E’ bastato infatti uno scatto per guadagnare una trentina metri. Gli altri si sono avvicinati, sembravano averlo raggiunto e pedalavano sul ciglio destro della strada mentre il parmense stava sul lato opposto. Ci si avvicinava al ponte sul Po e qui gli inseguitori, credendo di aver ormai partita vinta sul fuggitivo hanno quasi smesso di pedalare. Terzi si è guardato intorno, quasi incredulo, ed è ripartito. Ancora una trentina di metri il suo vantaggio a metà viale e quando sembrava che finalmente gli inseguitori avessero trovato la giusta cadenza per andarlo a ripigliare, il gruppetto si è squagliato a causa di una banale caduta in rettilineo. Tre o quattro si sono arrotati, un tombolone senza conseguenze, ma il fuggitivo ha guadagnato un’altra cinquantina di metri ed è così arrivato in via Ghinaglia a mani alzate con Matteo Filipponi, primo dei cremonesi, alle sue spalle, e poi tutti gli altri che l’ordine di arrivo evidenzia.
Degli altri cremonesi, sesto è Peri (CCC 1891),settimo Pola (Madignanese) nono Schiroli (CCC 1891), undicesimo Bertolasi (Imbalplast) coinvolto nel ruzzolone finale e che forse avrebbe potuto dire la sua in volata. Gli altri? Spariti, o quasi. Jacopo Guarnieri si è sciolto come neve al sole dopo la salita ai Paolini che ha interpretato da scalatore più che da passista assumendosi il ruolo di inseguitore di Matteo Passera (Kookai) attaccante della prima ora. Già sulla seconda salita Jacopo arrancava a circa un minuto dai primi e sulla terza rampa non s’è visto più. E’ vero che non era la sua corsa, perché si tratta di un velocista, ma se consideriamo che del gruppetto di testa giunto all’arrivo facevano parte un velocista come Piana, un minuscolo pedalatore come Cattivelli, ragazzi come i suoi compagni di squadra Schiroli e Peri e come il vincitore stesso Terzi, c’è da pensare che con una condotta di gara più accorta avrebbe potuto facilmente essere con loro. Lo stesso dicasi per Andrea Montagna, in ritardo ai Paolini e a Bacedasco, in forte rimonta sulla Fritta e che poi si è preso sulle spalle tutta la responsabilità dell’inseguimento del secondo gruppo di corridori ai battistrada portandoli sino a venti secondi dai primi. Quando il suo motore ha ceduto, tutto il gruppetto ha mollato, ma c’è da chiedersi perché Andrea non era coi primi all’attacco delle prime due salite. Non lo avrebbero certo staccato e in un arrivo con una decina di corridori avrebbe certamente detto la sua. Scomparso anche Boara tra i ragazzi della Madignanese mentre Roberto Pola ha fatto per intero il suo dovere, con estrema sagacia gestendo le proprie forze e tirando la sua parte. Tra gli avversari abbiamo apprezzato soprattutto il coraggio di Passera e le buone doti di scalatore di Luca Rocchi, protagonista su tutte le salite, vincitore del Gran Premio della Montagna e terzo all’arrivo. E’ quello che ha lavorato più di tutti e alla fine non era certamente in grado di rispondere alla sparata del vincitore.
La corsa è stata combattuta, sin dai primi metri, appassionante, anche se, probabilmente (e questo ce lo diranno le prossime stagioni) il livello tecnico non è stato elevato come in anni passati e pure se hanno deluso molti di coloro che erano attesi alla prova.
E’ emersa soprattutto la perfetta organizzazione del Club Ciclistico Cremonese 1891 che ha allestito e condotto la corsa con grande perizia, con grande profusione di uomini e di mezzi (circa 120 le presenze sul percorso degli detti alla sicurezza) ma è emerso anche come la corsa, una corsa come la Dondeo, stia diventando sempre meno gestibile, come facilmente possa prendere la mano anche ad una organizzazione perfetta. E questo non solo sulle tre salite, come sembrerebbe ovvio, e come invece non si è verificato, ma soprattutto nei tratti di pianura, in modo particolare negli ultimi trenta chilometri. Non vogliamo dire che il ricongiungimento tra i tre ragazzi che sono scesi primi dalla discesa della Fritta (Rocchi, Lunni e Peraboni) e i dieci che li inseguivano sia stata favorita dai mezzi che si sono inseriti tra i due gruppi tra Fiorenzuola e Cortemaggiore (già qualcosa di simile era avvenuto lo scorso anno) ma resta di fatto che nel tratto tra i Doppi e Cortemaggiore, pure in pianura, i tre avevano guadagnato una ventina di secondi e che poi tutto il loro svantaggio è svanito in pochissime centinaia di metri. Tra le due entità che comandavano la corsa, ad un certo punto, viaggiava addirittura un pullman. E in queste condizioni ne va anche dell’incolumità e della sicurezza dei corridori. Se ne dovrà tener conto alla prossima edizione, ma è chiaro che una soluzione non è facile e che anche un ulteriore schieramento di forze dell’ordine difficilmente potrebbe risolvere questa situazione. Speriamo si sia solo trattato di una coincidenza e che il traffico, in una prossima occasione, sia un po’ meno intenso.


La signora Frontali Paola (moglie di Angelo "Nino" Dondeo) premia la staffetta della Polizia Stradale per il prezioso contributo alla sicurezza della manifestazione. (IB Frame)

L'arrivo di Terzi (IB Frame)

Il podio con tutti i premiati della 55a Coppa Dondeo (IB Frame)

Capelli Paolo - La Provincia
(Edizione del 2/9/2002: Pagina 29 - Pagina 30)
Si sono confermati gli allievi parmensi al vertice della 55ª Coppa 'Attilio e Angelo Dondeo', la classicissima del Cc Cremonese. Tornati al successo lo scorso anno, dopo un'astinenza che durava da 24 stagioni, hanno concesso il bis con Davide Terzi (Sc Torrile) il quale ha lanciato il suo attacco, sia pure con scarsa convinzione, a poco più di 5 km dall'arrivo di via Ghinaglia. Grazie all'inconsistenza dell'azione degli inseguitori, peraltro frazionati sul viale Po da una caduta, ha poi chiuso tra due ali di folla con 12" di margine sul sanbassanese Matteo Filipponi (Team Guadrini Casalmorano) e 15" sul piacentino Luca Rocchi (Vc Pontenure) il quale ha preceduto, in volata, gli altri superstiti del drappello di 14 unità che ha ritmato il finale di gara. Dei 69 partenti sono stati classificati solo in 25 tutti compresi nei due gruppetti, formatisi al termine delle salite, che nel rientro a Cremona hanno poi fatto a lungo l'elastico senza mai riuscire a consolidare il ricongiungimento. Sul piano tecnico la manifestazione, affascinante e bellissima oltre che, come sempre, in grado di catalizzare l'interesse del grande pubblico su tutto il percorso di gara, ha confermato il momento non brillantissimo della categoria con un campo di partenti livellato su valori medi che apriva il pronostico a più di una soluzione. Compresa quella, supportata dai risultati di stagione, che si prospettava favorevole ai rappresentanti del Cc Cremonese. Non è stato così perchè l'attesissimo Guarnieri (8 successi nel 2002) ha confermato di non gradire (almeno al momento) i tre tratti in salita posti in breve successione, ed ha preso la via del ritiro. A sua volta Andrea Montagna è stato attardato da una caduta e, dopo essersi sfiancato nel tentativo di riportare in corsa il secondo gruppetto giunto fino a soli 23" dal primo, ha tirato i remi in barca adeguandosi al ritmo imposto dal resto degli inseguitori. Entrambi potranno ritentare, con maggior convinzione, il prossimo anno. Per il Club biancorosso sono arrivati con i primi Mattia Peri e Francesco Schiroli, tra i quali si è infilato Roberto Pola della Polisportiva Madignanese, mentre Emilio Bertolasi (Imbalplast) è tra i quattro che sono caduti in viale Po. La sorpresa è venuta da Matteo Filipponi il quale è stato, col vincitore Terzi, la vera rivelazione di una corsa che, nel finale, ha poi letteralmente gettato al vento. E' accaduto nei pressi del cavalcavia della ferrovia di Castelvetro Piacentino, quando Filipponi è partito in contropiede, ma si è poi rialzato toccandosi un polpaccio. Crampi? Forse, ma bastava un'occhiata ai compagni d'avventura per capire che avrebbe avuto il successo a portata di mano anche in volata. Lo ha gettato al vento una prima volta con un'azione partita da troppo lontano, ed una seconda quando è stato raggiunto da Terzi, al quale non si è accodato perchè non ha creduto nella sua azione. Filipponi ha poi mostrato di averne ancora quando, in vista del traguardo, è partito alla caccia del secondo posto. Peccato! Altro atleta che ha parecchio da recriminare è Luca Rocchi. Il piacentino si è lanciato all'attacco, con Fabio Cattivelli (Cadeo Kookai), fin dai primi metri della salita di località Paolini per chiudere su Matteo Passera (Cadeo Kookai) che era a sua volta in fuga, da Fiorenzuola, col parmense Mirko Filomena. Rocchi ha scollinato al secondo posto, ed è poi passato primo sul Bacedasco davanti a Lunni (Caffè Jesi) al quale ha lasciato il traguardo de La Fitta. I due hanno comandato la corsa, con Peraboni del Brugherio, fin poco prima di Cortemaggiore. Con una miglior gestione delle risorse il sempre combattivo Rocchi (una vittoria all'attivo) avrebbe sicuramente disputato un finale più autorevole. Ma i se, ed i ma, rimangono esercizi del dopocorsa, mentre la realtà ha portato all'abbraccio degli appassionati accorsi in via Ghinaglia la gioia incontenibile di Davide Terzi. Il quale ha candidamente ammesso di non essersi mai sentito in gara per la vittoria, facendo anche tenerezza.

Sono 69 gli allievi in gara nella 55ª Coppa ’Attilio e Angelo Dondeo’ che parte alle 9,30, in località ’Il Cristo’ di Castelvetro Piacentino. Nel tratto di trasferimento forano Brambilla (Brugherio) e Gori (Corbellini). Ci si avvia ventre a terra con Tonani, Piana, Compagnoni, Magnotti, Gaiardi e Scandiuzzi che prendono subito 50 metri di vantaggio. Al 7° km ci prova Rastelli poi, in vista di Cortemaggiore, tentano l’allungo Passera e Mian sui quali rinviene Guarnieri che però si rialza, mentre al km 16 ai due si unisce Granari. Sul cavalcavia dell’autostrada ad attendere la corsa c’è anche Dante Rebeccani, vincitore della Dondeo del 1951. Al terzetto si aggiungono Piana e Calzolari. Poco prima dell’immissione sulla via Emilia parte Matteo Passera, che transita da Fiorenzuola con 7" su Scandiuzzi. I due si riuniscono e a Lusurasco il loro margine sul gruppo è di 28", ma ai primi accenni di salita Scandiuzzi si fa assorbire mentre Passera scollina da Località Paolini braccato da Rocchi e Cattivelli. Il gruppo è già frazionato, trainato da Demicheli, Cattivelli e Piana. Rocchi forza anche sul Bacedasco, dove transita su Lunni e, più staccato, Pola. Nella discesa su Castell’Arquato Rocchi e Lunni vengono raggiunti da Perabon. A Castell’Arquato sono inseguiti a 15" da un primo gruppetto, seguito a 24" da un secondo. Su La Fitta scollinano Lunni, Rocchi e Peraboni, che fa l’elastico. Poi i gruppetti. La corsa si ricompatta al km 63 dove con i tre troviamo Peri, Schiroli, Cattivelli, Piana, Dodi, Bertolasi, Filipponi, Pola, Baracca, Difilippo e Terzi. Sono inseguiti a 53" da Demicheli, Montagna, Gori, Malagni, Ravelli, Orlandi, Calzolari, Ferraresi, Scaroni, Liotto, Borra, Vicari e Boara che arriveranno fino a 23", ma non si ricompatteranno mai con i primi. Poi, a 5 km dall’arrivo, l’attacco decisivo di Terzi, e sul viale Po la caduta di quattro dei tredici inseguitori, con ritiro del mantovano Baracca.


Filipponi premiato come Miglior corridore piazzato tesserato per una società cremonese. (IB Frame)

Terzi in fuga all'uscita del Ponte sul PO. (IB Frame)

Il gruppo all'attacco della salita a Bacedasco Terme. (IB Frame)

I 3 in fuga verso Cremona. (IB Frame)

Ancora un flash dalla 55ª edizione della Coppa Dondeo.
Il vincitore Davide Terzi all’attacco in salita (Ib frame)