EdoJet sale a quota 7
Era il predestinato, già le prime persone che giungevano sul circuito, nel locale del ritrovo, parlavano di lui.
E' indiscutibile che l'annata appena trascorsa, il primo anno tra i dilettanti, la maturità da conseguire a scuola, il salto enorme e i percorsi più impegnativi, la concorrenza con "rivali" di 4/5 anni in più.... è stata incredibile e forse irripetibile (anche se noi ci auguriamo, o meglio GLI auguriamo di fare sempre meglio).
Si tornava a correre in provincia, tra la sua gente, su quel rettilineo che già lo aveva visto vincitore nella categoria Esordienti e certamente la pressione era forte, ma lui è stato più forte di tutto ed ha ripagato quanti erano accorsi a Piadena per vederlo sfrecciare, vederlo uscire da quel convoglio biancorosso e prendere la testa come solo lui sa fare e prendere incredibilmente un margine di vantaggio tale da poter curare la posizione dei fotografi per mettersi nella posizione migliore per immortalare questo momento.
C'è da dire che la corsa è stata gestita incredibilmente bene da tutta la squadra, sempre presente in ogni fuga sin dalle prime curve, dai primi argini che provavano a rendere meno monotono il pomeriggio di attesa di quegli ultimi 200 metri. Ed anche altre formazioni hanno provato a mettere i bastoni tra le ruote allo squadrone locale, senza però riuscirvi.
Nel primo giro in una fuga a cinque era presente Zanelli, poi nel secondo ci ha provato da solo Zeli, ma è nel corso del terzo giro che si ha la svolta decisiva della corsa che ne ha caratterizzato tutta la parte centrale.
Nei pressi di Drizzona infatti si avvantaggiano in otto: Bonomi del Velo Club Mantovani, Magini del G.S. Parmense, Saccon della U.C. Basso Piave, Barla della Cremasca, lo stesso Zeli del C.C. Cremonese Arvedi con Frapporti a dargli man forte, Dugani e Castelli della U.C. Trevigiani.
Sentita aria di fuga decisiva, si mettevano in caccia altri sette concorrenti (Richeze della U.C. Basso Piave, Orlandi della Cremasca, Saronni del C.C. Cremonese Arvedi, Pasolini della S.C. Sergio Dal Fiume, Vivian della Trevigiani e Guidetti e De Zotti della Moro Scott).
I battistrada procedevano con 13 secondi sugli immediati inseguitori e 26 sul gruppo, ma il distacco si riduce sempre più tra i primi due gruppetti e continua ad aumentare sul gruppo.
Dopo pochi chilometri i giochi erano fatti e i primi si ricongiungono anche se da queste ruote perdono contatto Zeli e Castelli lasciando i 13 in fuga.
Passano i chilometri ed il distacco comincia a farsi veramente importante. I fuggitivi vanno di comune accordo, nelle retrovie le maglie biancorosse del C.C. Cremonese fanno buona guardia e tengono un'andatura tale da lasciar andare la fuga ma non precipitare.
Nel gruppetto di testa provano ad evadere nuovamente Barla e Frapporti mentre dal gruppo Bianchi del Pool Cantù da solo prova a ricucire lo spazio tra il gruppo ed i fuggitivi in cui le maglie della sua squadra non sono rappresentate.
E' il quinto giro e Bianchi "naviga" a 1' 24", il gruppo a 2'. Qualche chilometro più avanti il distacco sale a 1' 50" per il solitario e 2' 48" per il gruppo. Nel corso del sesto giro il ritardo del gruppo sale a 3'.
Ormai la strada verso l'arrivo inizia ad accorciarsi e le formazioni tagliate fuori dalla fuga iniziano a prendere decisamente le redini della situazione. E' la squadra della Eurobike che si mette in testa al gruppo per chiudere quel vuoto incredibilmente lasciato, un po' come era già successo a Pessina Cremonese il 25 Aprile in cui anche li era l'unica squadra a non essere riuscita ad entrare nella fuga decisiva.
I tredici davanti, che nel frattempo si sono ricompattati, inziano a sentire la fatica della situazione ed il vento contro che soprattutto sul lungo rettilineo dela tangenziale si fa sentire contrario alla loro direzione.
Quando il distacco inizia a scendere e forse temendo di non avere uomini "buoni" nella fuga, sono anche le formazioni della Trevigiani e del Velo Club Mantovani a mettersi in testa al gruppo e dare quello scossone necessario per chiudere definitivamente la fuga, anche se questo lascerà un segno indelebile nei ragazzi che si sono spremuti a fondo.
Suona la campana dell'ultimo giro ed il gruppo torna compatto. Un attimo di respiro e poi si iniziano a tracciare le geometrie delle squadre jet che affilano le loro ruote.
Chiusa la fuga l'imperativo del C.C. Cremonese è portare Costanzi in buona posizione e lanciarlo per bene ed è quindi importante non spremere ulteriori forze. Sono otto gli uomini del C.C. che si mettono in testa a tenere alta l'andatura per evitare qualsiasi tentativo di nuova evasione.
All'altezza di Castelfranco d'Oglio il gruppo si spacca in due definitivamente lasciando circa una trentina di unità a contendersi la vittoria ed il C.C. Arvedi è ben rappresentato.
Pur perdendo qualche unità nel corso degli ultimi 2 chilometri sono sufficienti ed importanti gli uomini rimasti che pilotano alla perfezione il gioiellino di casa che non può far altro che giungere a braccia alzate avendo, come detto in precedenza, anche il tempo per mettersi bene in posa per i fotografi a dimostrare tutta la sua superiorità.
Complimenti a lui, complimenti a Menapace e Frisono giungi nell'ordine d'arrivo, complimenti ad D.S. Bruno Leali che ha comandato dalla sua ammiraglia i suoi uomini al meglio.
Le corse non sono ancora terminate e anche in provincia (o nelle immediate vicinanze) ci sarà ancora modo di poter ammirare il nostro portacolori, nella speranza che possa regalarci ancora emozioni simili.
Matteo Casoni
Ordine D'Arrivo
Km: 120 - Tempo: 2h 42' 58" - Media: 44,181 km/h
1. Costanzi Edoardo - CC Cremonese Arvedi Unidelta
2. Pinos Andrea - UC Basso Piave
3. Belletti Manuel - UC Trevigiani Dynamon
4. Venturini Enrico - Pool Cantù 1999
5. Merlo Michele - Velo Club Mantovani Rovigo
6. Colombera Mauro - UC Trevigiani
7. Menapace Andrea - CC Cremonese Arvedi Unidelta
8. Orlandi Luca - UC Cremasca
9. Galli Nicola - Pool Cantù 1999
10. Frisoni Francesco - CC Cremonese Arvedi Unidelta
Articolo di
Cesare Castellani da
Costanzi raddoppia: a Piadena vince la 50ª edizione della corsa con una volata sontuosa
Volata senza storia sul traguardo di Piadena. Edo Costanzi spalleggiato da una squadra che ha perfettamente interpretato la corsa, s'è messo alle spalle tutto il gruppo dei velocisti con una volata iniziata a trecento metri dal traguardo e condotta sul lato destro della strada, accanto alle transenne. Per Edo è la seconda vittoria in tre giorni.
Tutta la corsa di Piadena in mano alle squadre cremonesi: l'Eurobike, che si è lasciata sorprendere dalla fuga iniziale, cerca di limitare i danni con un inseguimento durissimo, mentre, appena dietro, il CCC 1891 Arvedi, si limita a controllare la situazione
Edo, conferma casalinga
Costanzi in volata nella 50ª edizione della corsa di Piadena
Edo vittorioso sul traguardo di Piadena davanti a Pons
Il CCC 1891 Arvedi Unidelta è arrivato a Piadena col dichiarato intento di aggiudicarsi la corsa e non ha fallito il bersaglio ottenendo la ventesima vittoria di stagione, la settima personale di Costanzi. Vittoria di Edo grazie ad una progressione portentosa che lo ha portato ad annullare tutta la concorrenza, ma vittoria anche di una squadra che ha saputo tenere in mano la corsa sin dal momento in cui Renato Pelizzoni, antico vincitore della gara nel lontano 1961, ha abbassato la bandierina a scacchi dando il via alla corsa.
I ragazzi del CCC Arvedi non nascondono il loro duplice piano: tentare il successo da lontano con gli attaccanti della prima ora, oppure portare Edo Costanzi nelle migliori condizioni ai trecento metri dal traguardo per consentirgli di piazzare la sua botta micidiale.
Poco più di due giri in cui la cronaca registra solo qualche timido tentativo di fuga subito rintuzzato dai biancorossi, poi Barla (Cremasca) rompe gli indugi ed è il segnale della battaglia. A gruppetti si staccano dal plotone e vanno sul cremasco in sette: Bonomi (Mantovani), l'altro cremasco Orlandi, Saccon (Basso Piave), i due del CCC Zeli e Frapporti e i "trevigiani" Dugani e Castelli prontissimi a rintuzzare, come tattica comanda, l'affondo dei biancorossi guidati da Bruno Leali. Qualche chilometro e altri che intuiscono la pericolosità della fuga vanno subito sui primi: sono il pericolosissimo velocista Richeze, Orlandi (Cremasca), Saronni (CCC Arvedi), Pasolini (Dalfiume), Vivian (Trevigiani) e da ultimi De Zotti e Guidetto (Moro Scott)
Intanto che si fa la conta, nel gruppo, i quindici volano: un minuto, poi due il vantaggio, poi 2'50'' a metà gara, quando i giochi sembrano fatti. E' in quel momento che l'Eurobike Offanengo chiama a raccolta tutti i suoi e con una tattica suicida, dopo aver sbagliato tutto nelle precedenti tornate essendo rimasta l'unica a non aver inserito uomini nella fuga, li getta ora all'inseguimento dei fuggitivi.
I quindici in fuga.
In un paio di giri lo svantaggio veine dimezzato dal gruppo, ma improvvisamente l'Eurobike sfiancata ormai dall'inseguimento, si fa da parte e si defila in fondo al gruppo mentre a sostituirla arrivano gli uomini della Trevigiani Dynamom e della Mantovani che, pur avendo uomini nella fuga, sanno di non aver possibilità di riuscita mancando di velocisti rispetto soprattutto a Frapporti e Richeze. Il gruppo riesce a completare l'opera a tre chilometri dal traguardo cambiando la faccia alla corsa che in questo istante entra definitivamente nelle mani del Club biancorosso. Sono almeno in otto a tenere alta l'andatura per evitare eventuali colpi di mano e sbucano velocissimi sul vialone d'arrivo ove le ultime trenate, mentre qualcuno si stacca, sono di Menapace e Frisoni che, bravissimi, finiscono nei primi dieci alle spalle del compagno di squadra Costanzi che si lancia ai duecentocinquanta metri con una progressione impressionante lungo le transenne sul fianco destro della strada e guadagna il successo con una macchina di vantaggio sul pur bravo Andrea Pinos e su un altro velocista di rango, Manuel Belletti che puntava alla sesta vittoria stagionale. E' la settima, invece, per Costanzi: primato già eccezionale per un esordiente.
Cotanzi riceve i complimenti di Adriano Baffi e Renato Pelizzoni
Perfetta la conduzione di gara della formazione di Bruno Leali (la corsa l'aveva già vinta da corridore nell'ormai lontano 1976) che era la più forte sul campo ed ha giostrato i suoi uomini con accortezza tentando prima la vittoria con l'aver inserito ben quattro uomini nella fuga che ha caratterizzato la corsa e pilotando poi il velocista più forte del momento verso il traguardo ed altrettanto bravi e tempestivi i corridori della Cremasca che purtroppo non disponevano di un velocista all'altezza ed hanno piazzato in ottava posizione Orlandi protagonista anche della fuga a quindici. Da dimenticare, invece, la prova dell'Eurobike, non nuova comunque, a distrazioni macroscopiche come quella accusata a Piadena.
La rivincita sul territorio cremonese è fissata per martedì prossimo a Rivarolo del Re, ove si torna a correre dopo quasi dieci anni di stop.